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Lo stile scout

Una definizione di stile scout, che è sempre difficile e può diventare riduttiva, è necessaria all'inizio di un testo dove si suggeriscono comportamenti formali, per aiutare a distinguere la forma, che è un mezzo educativo, dal formalismo, (cioè dal vuoto attaccamento ad essa), che è invece diseducativo.

Lo stile scout è la conseguenza diretta della scelta di vivere lo spirito e i valori della Legge e della promessa scout nella vita di tutti i giorni. In concreto, esso si manifesta in una serie di comportamenti esteriori, coerenti con questa scelta e derivanti da essa, che lo Scout assume sia durante le attività scout che al di fuori di esse. Nelle attività scout lo stile è anche un reciproco richiamo a vivere coerentemente le scelte fatte.

Naturalmente, certi comportamenti saranno diversi a seconda dell'età e del grado di formazione acquisita o in corso di acquisizione, ma il loro valore di fondo rimane costante, dal Lupetto/Coccinella al Capo Scout. Alcuni di questi comportamenti - anche tra i più importanti - non sono codificabili. Dal valore della lealtà (articolo 2 della Legge) deriva, ad es., il comportarsi lealmente, che fa certamente parte dello stile scout ed è di continua applicazione nella vita scout e non scout. Altri conviene ricordarli perché si applicano in modo particolare nelle attività scout. Spesso l'espressione stile scout è riferita solo a questi ultimi. Esiste uno stile degli Scouts nel fare le cose, nello stare con gli altri, nel vivere in certi luoghi, nello stare insieme in associazione.


É segno di stile:

  • aver cura di sé, della propria persona, della propria uniforme (come segno di rispetto per gli altri, per il movimento scout, per se stessi);
  • avere costante attenzione agli altri e disponibilità ad ascoltarli e ad aiutarli;
  • diffondere serenità e gioia.


Stile è anche:

  • un certo modo di presentarsi, di accogliere, di muoversi;
  • la capacità di scegliere, tra due soluzioni, quella più rispettosa degli altri o dell'ambiente, anche se costa di più;
  • il saper pagare di persona le proprie scelte, anche e soprattutto nelle piccole cose (lo stile è, appunto, fatto di piccole cose).

Questi comportamenti dovrebbero essere progressivamente acquisiti come abitudini dai L/C, osservati come punto d'onore dagli E/G, divenire norma costante di comportamento per i R/S, ed acquistare valenza pedagogica per i Capi.


Può essere utile fare alcuni esempi specifici, che possono anche essere più direttamente afferrabili dai ragazzi:

  • l'aspetto sereno e sorridente è spesso il primo e più semplice dono che si può fare agli altri: "credo che noi Scouts possiamo aggiungere alle sette virtù cristiane un’ottava: il buonumore" (B.-P., WSCD 142);
  • per la raccolta di fondi, lo Scout - mettendo in pratica il principio di rendersi utile agli altri grazie alle proprie capacità (abilità manuale, ecc.) - preferisce organizzare attività in cui si dà qualcosa agli altri in cambio (p.es. vendite, feste, luna park, kermesse), piuttosto che semplici questue;
  • l'uso del tabacco (art. 44 del regolamento dell'AGESCI), come ogni altra abitudine od uso di sostanze nocive alla salute, è assolutamente da evitare nel periodo della crescita, e pone peri più adulti il problema del danno che dal loro cattivo esempio può derivare ai membri più giovani dell'associazione.

Le attività scout inoltre offrono spesso occasioni per mettere alla prova lo stile degli Scouts. Esaminiamone alcune:

In treno.

Gli zaini ed il materiale sono spesso di intralcio per i passeggeri, quindi lasciare liberi i passaggi ed attenzione ... alle spallate. Quando i posti non sono prenotati, una squadriglia sale sullo stesso vagone, ma le varie squadriglie si distribuiscono sui vari vagoni salendo da diverse porte. Così pure un Branco/Cerchio potrà dividersi in due metà (ciascuna sempre sotto la sorveglianza di uno dei Capi). I capi salgono uno per primo ed uno per ultimo. Si rispettano scrupolosamente le norme del mezzo di trasporto (non gettare roba dai finestrini, ecc.). Durante le soste in stazione, il materiale va radunato con al centro, ben visibile a distanza, il guidone di squadriglia. Sul treno gli Scouts non arrecano fastidio coi propri canti e giochi, ma neppure devono rinunciare, se si accorgono che ciò è gradito, ad animare l'ambiente e a dar buonumore agli altri viaggiatori. E' una questione di limite e di buon gusto.

Spostamenti di un Branco/Cerchio.

Diversamente dal Reparto, che si sposta per squadriglie, il Branco/Cerchio si sposta come Unità, anche se all'interno le sestiglie mantengono in genere la loro individualità. E' bene infatti cercare di evitare sia l'ammucchiata a sciame attorno ai Vecchi Lupi o alle Capo Cerchio, sia l'ordine rigido su due file (magari tenendosi per mano), che "fa tanto scuola". Si può trovare il modo di affidare al capo sestiglia la responsabilità dell'ordine della sestiglia, soprattutto suggerendogli di tenere i nuovi (cuccioli e cocci) attorno a sé, senza cadere nella naturale tentazione di fare comunella con gli altri Lupetti o Coccinelle anziani.

Abbandono di un luogo.

"Lo Scout lascia dietro di sé solo ringraziamenti" (B.-P., SpR, 185). Coprire le fossette, riportare i sassi dove si sono presi, portar via i rifiuti non biodegradabili e sotterrare gli altri, chiudere i cancelli, coprire gli escrementi, lasciare pulite le fontane e gli abbeveratoi, ringraziare il proprietario e fargli controllare il luogo, ecc.: tante piccole cose che non costano niente ed hanno una grande importanza educativa.

Amicizia con la natura.

Accendere un fuoco lontano da una pianta, ammirare dei fiori piuttosto che coglierli, avvicinarsi ad un animale per osservarlo piuttosto che spaventarlo, non abbandonare un fuoco acceso, non sporcare un corso d'acqua, usare la legna necessaria senza spreco anche se essa è abbondante, non danneggiare le piante e non tagliare arbusti versi se non in caso di assoluta necessità e tante altre piccole cose che fanno dello Scout una persona che sa vivere nella natura integrandosi con essa e rispettandola.

In chiesa.

Se in un piccolo paese un notevole numero di Scouts di passaggio va in chiesa, può creare disturbo. Perciò occorre entrare prima che inizi il rito. Disporre gli zaini in fondo in un angolo col minimo ingombro possibile. Lasciare le panche agli abitanti, mantenere il silenzio. Solo se si sono presi accordi, intervenire nella liturgia in modo rilevante, altrimenti avere cura di non sopraffare la piccola comunità che si riunisce secondo le sue abitudini, ma partecipare adattandosi alle tradizioni locali.

Silenzio notturno.

Avere il rispetto per il riposo degli altri è un segno di vera fraternità e di civismo. Non è giusto che gli altri non possano dormire perché io non ho sonno. Anche questa è una delle piccole cose che fanno serio lo Scoutismo. Su questo punto non è educativo lasciar correre in nome di un malinteso spirito di famiglia felice o di comunità gioiosa (che è tutt'altra cosa).

Linguaggio sboccato o volgare.

Anche se sarà difficile che un ragazzo arrivi ad usare negli Scouts un linguaggio completamente differente da quello per lui abituale, è necessario pretendere che vi sia uno sforzo comune perché il clima che si instaura nello "stare insieme da Scouts" sia diverso e più sereno di altri ambienti.

Viaggi all'estero.

Lo stile dello scout diventa tanto più importante in quanto egli è anche un po' ambasciatore del proprio paese (la sua nazionalità è infatti rilevabile dall'uniforme). E, a proposito, la prima regola di stile per chi viaggia all'estero è quella di essere in grado di provare la propria appartenenza alla fraternità mondiale degli Scouts tramite la "lettera internazionale di presentazione" (c.d. "passaporto scout"). Il rispetto delle regole, degli usi e dei costumi locali è la prima condizione per giungere ad un colloquio, ad uno scambio, ad un rapporto cordiale con gli abitanti del posto ed è il primo passo per una vera educazione allo spirito del "cittadino del mondo".